Piani Individuali di Risparmio: impariamo a conoscerli

Piani Individuali di Risparmio: impariamo a conoscerli

COSA SONO I PIANI INDIVIDUALI DI RISPARMIO?

I PIR rappresentano una grande opportunità di investimento che offre un’importante agevolazione fiscale a tutti quei risparmiatori che scelgono di investire nelle imprese italiane attraverso uno strumento dedicato che risponde ad una specifica normativa, la normativa PIR – Art. 57, comma 2, del decreto legge 24 aprile 2017, n. 50.

Il piano di risparmio a lungo termine è un “contenitore fiscale” (OICR, gestione patrimoniale, contratto di assicurazione, deposito titoli) all’interno del quale i risparmiatori possono collocare qualsiasi tipologia di strumento finanziario (azioni, obbligazioni, quote di OICR – Fondi, Sicav, Sicaf -, contratti derivati) o somma di denaro, rispettando però determinati vincoli di investimento..

Pertanto è possibile realizzare un piano di risparmio anche semplicemente mediante la sottoscrizione di quote di un OICR, istituito in Italia o in uno Stato membro dell’UE o in uno Stato aderente all’ASEE, che rispetti i vincoli di investimento stabiliti dalla normativa italiana.

Destinatari dell’agevolazione sono solo le persone fisiche relativamente agli investimenti effettuati al di fuori dell’esercizio di impresa. Ciascuna persona fisica può essere titolare di un solo piano di risparmio.

E’ importante sapere che anche i minorenni possono beneficiare dell’agevolazione.

IL CONTENUTO DELL’AGEVOLAZIONE FISCALE

L’agevolazione fiscale consiste nell’esenzione da tassazione dei redditi, qualificabili come redditi di capitale o come redditi diversi di natura finanziaria derivanti dagli investimenti effettuati nel PIR. Sono esclusi dall’agevolazione i redditi derivanti dal possesso di partecipazioni qualificate e, più in generale, quelli che concorrono a formare il reddito complessivo dell’investitore.

Al fine di ottenere l’agevolazione, la normativa impone alcuni vincoli relativi:

  • alla composizione e concentrazione del patrimonio del PIR;
  • al periodo di detenzione degli strumenti finanziari detenuti nel piano stesso.

LIMITI ALLA COMPOSIZIONE DEL PATRIMONIO PIR

Ameno il 70% del valore complessivo degli strumenti finanziari detenuti nel PIR deve essere investito in strumenti finanziari (obbligazioni o azioni, sia quotati sia non quotati nei mercati regolamentati o nei sistemi multilaterali di negoziazione) emessi o stipulati con imprese residenti in Italia, o in Stati membri dell’UE o in Stati aderenti all’ASEE aventi stabile organizzazione in Italia.

Almeno il 30% di questo 70% (21% del paniere) del valore complessivo degli strumenti finanziari deve essere investito in strumenti finanziari emessi da imprese diverse da quelle inserite nell’indice FTSE MIB di Borsa italiana o in indici equivalenti di altri mercati regolamentati.

Tale vincolo ha la finalità di canalizzare il risparmio delle famiglie verso investimenti produttivi e, in particolare, verso imprese per le quali è maggiore il fabbisogno finanziario e che hanno maggiori difficoltà a reperire risorse tramite il canale bancario, al fine di favorire il processo di crescita e di sviluppo delle stesse.

Il 30% può essere investito in qualsiasi strumento finanziario.

LIMITI ALLA CONCENTRAZIONE

Il patrimonio del PIR non può essere investito per una quota superiore al 10% del suo valore complessivo in strumenti finanziari emessi o stipulati con lo stesso emittente o con altra società appartenente al medesimo gruppo o in depositi e conti correnti.

Tale vincolo è posto a presidio della adeguata diversificazione del portafoglio che l’intermediario professionale deve garantire al risparmiatore.

VINCOLO DI DETENZIONE

Il vincolo di detenzione degli strumenti finanziari, pari a 5 anni, ha la finalità di impedire che gli impieghi nel piano vengano effettuati con finalità speculative e, al contempo, di garantire alle imprese destinatarie delle risorse di poter contare sui capitali ricevuti in modo stabile per un periodo di tempo medio/lungo.

VINCOLI ALLE SOMME INVESTIBILI NEI PIR

Ciascuna persona fisica non può investire più di 30.000 Euro all’anno nel PIR ed entro un limite complessivo di 150.000 Euro.

Mancato rispetto delle condizioni per beneficiare dell’agevolazione

In caso di mancato rispetto del limite temporale dei 5 anni o dei limiti alla diversificazione e concentrazione degli investimenti sono dovute le ordinarie imposte sui redditi medio tempore percepiti dall’investitore, aumentate degli interessi.

I BENEFICI OFFERTI DAI PIR

  • I PIR finanziano le Aziende Italiane;
  • I PIR finanziano le aziende europee che operano stabilmente in Italia;
  • I PIR contribuiscono a creare occupazione e benessere;
  • Investendo in PIR, per almeno 5 anni, si beneficia dell’esenzione dalle imposte sui redditi da capitale beneficiando al 100% del capital gain.

Per saperne di più: info@b1broker.eu

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